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Venezia deve parte della sua magia anche al legno a cura di Umberto Barbisan e Marta Lazzarini Materiale pregiato, come ovunque, il legno fin dalle indefinite origini della città venne impiegato per costruire le dimore, per le imbarcazioni e per gli oggetti della vita quotidiana. Anche dopo la trasformazione della città "in muratura", fondazioni, solai, coperture ed altri elementi sono stati risolti con il legno dalla maestria dei carpentieri veneziani, i marangoni, rigorosamente suddivisi in marangoni da navi, marangoni da case, marangoni da noghera (costruttori di mobili), marangoni da soaze (corniciai), marangoni da rimessi (ebanisti). Per diventare marangon le consuetudini e leggi delle consorterie veneziane erano complesse e diverse in rapporto al tipo di specializzazione. Nel caso dei marangoni da case si doveva "ridurre a perfetta quadratura e pulimento un'asse (tola o tavola) e un corrente (moral). Doveasi inoltre disegnare sopra una tavola nera una scala di legno con tutte le sue parti, e con esatte proporzioni", come testimonia Agostino Sagredo nel suo saggio Sulle consorterie delle arti edificative in Venezia (Venezia, 1857). Per i marangoni da noghera si doveva realizzare una cassapanca di noce, o un seggiolone con braccioli oppure una sedia. Per i soazeri la prova consisteva nel fabbricare una cornice per specchio, per quelli da rimessi un piccolo altare. Regole precise per una consorteria importante. Dopo l'esaurimento delle risorse locali, le boscaglie dell'immediato entroterra, i marangoni veneziani si trovarono nella necessità di ampliare la ricerca di nuove foreste. I grandi boschi prealpini, quelli del Cansiglio, del Cadore, del Trentino Alto Adige e Friuli, furono sistematicamente utilizzati dalla Serenissima destinata, secolo dopo secolo, ad essere sempre più dipendente dai suoi territori di terraferma per ogni risorsa materiale. La produzione del legno richiese specifiche legislazioni per una politica di tutela del patrimonio forestale, al fine di mitigare le conseguenze del disboscamento indiscriminato, imponendo il "taglio controllato" e la protezione delle specie legnose più pregiate. ...scarica il pdf di questo articolo |
Muri di legno di grande vigore espressivo per il "Blockbau" un sistema costruttivo che ha origini antichissime, risalenti alla preistoria e ancora oggi diffuso dall'Europa all'America a cura di Cristina Benedetti e Vincenzo Bacigalupi Gli edifici in tronchi massicci o a blide ("Log Construction" in inglese, "Blockbau" in tedesco, "Construction en Rondins" in francese) sono assimilabili ad edifici con struttura continua muraria, nei quali la muratura ed i suoi componenti (pietre naturali o artificiali, laterizi, malta) sono sostituiti da tronchi d'albero, più o meno lavorati, disposti orizzontalmente. Questo sistema costruttivo ha origini antichissime, addirittura nella preistoria, ed è diffuso ancor oggi, in vaste aree geografiche (che vanno dal Nord-America all'Europa centrosettentrionale, dalla Scandinavia all'arco alpino, fino ai Balcani) affiancandosi ed intrecciandosi con altri sistemi come quello a travi e pilastri o quello degli edifici intelaiati. Il sistema a tronchi massicci è usato generalmente per edifici di modeste dimensioni e comporta l'impiego di una ingente quantità di legname per ogni m2, vuoto per pieno, di volume costruito. Per questa ragione esso si diffuse in passato, ed è tutt'ora in uso, soltanto nelle zone dove esiste una larga disponibilità di materiale e dove esso, a causa della sua abbondanza, comporta costi relativamente bassi. Inoltre, trattandosi, come si è detto, di "muri" massicci in legno, ed essendo il legno un buon isolante termico, il sistema - con i dovuti accorgimenti di cui si dirà in seguito - è particolarmente adatto per i climi molto freddi. Dal punto di vista statico si può affemare che nel "muro di legno" il materiale viene usato impropriamente. Infatti, poiché il legno è un materiale anisotropo (cioè con caratteristiche fisico-meccaniche differenti nelle tre direzioni: parallelamente alle fibre, ortogonalmente agli anelli di accrescimento, tangenzialmente agli anelli di accrescimento), il suo comportamento è differente secondo tali direzioni. |
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Le antiche macchine idrauliche alpine per il taglio del legno a cura di Umberto Barbisan Ho un ricordo di gioventù fatto di scrosci d'acqua, ritmare sordo di macchina, profumo di resina, un edificio rettangolare in legno, con il tetto di "scandole", tavole appena tagliate. Altro non rammento della "vecchia" segheria idraulica di Sappada che negli anni Sessanta funzionava ancora. Le antiche segherie idrauliche sono quasi del tutto scomparse se non per i pochi reperti amorevolmente restaurati, spesso musei dei saperi delle capacità produttive alpine. Eppure erano incredibili macchine, semplici quanto efficienti, rimaste quasi inalterate nella concezione di base fino a metà Novecento, nel modo di produrre l'energia, di trasmettere il moto, e di tagliare il legno. Lo sfruttamento dell'energia idraulica ha remote origini iniziando con il mulino a ruota orizzontale, semisommerso nell'acqua; un sistema che forniva poca energia ma rimasto in auge per secoli, anche fra le Alpi (per esempio in Piemonte, ci sono ancora alcuni reperti) per la macina dei cereali. Il perfezionamento successivo fu la ruota verticale, di maggiore efficienza; sfruttava l'azione dell'acqua che "passava sotto", generalmente convogliata in una canalizzazione artificiale; potevano essere usate sia in pianura sia in montagna. |
Un'opera incompiuta del maestro Carlo Mollino per la Xª Triennale di Milano (1954), diventa realtà a Gressoney grazie ad un progetto di ricerca del Politecnico di Torino a cura di Laura Stradaroli Ad oltre trent'anni dalla morte dell'architetto Carlo Mollino, la "Casa Capriata" diventa una realtà: sarà costruita in Valle D'Aosta a Gressoney Saint Jean a quota 2100 m. Un vero e proprio rifugio alpino certificato dall'Agenzia CasaClima di Bolzano. L'iniziativa prevede l'avvio dei lavori per la realizzazione del prototipo sperimentale in legno, progettato dal maestro torinese per la Xª Triennale di Milano nel 1954, in occasione del XXIII UIA World Congress - Trasmitting Architecture (Torino 29 giugno/3 luglio 2008). Il progetto, che si inserisce nel quadro di un'azione di valorizzazione del comprensorio di Weissmatten, prevede la collocazione dell'edificio lungo il Walserweg (La Grande Via dei Walser). L'edificio originario, che proponeva un'architettura aerea interamente sollevata dal suolo (reintepretazione delle antiche architetture Walser analizzate da Mollino nel 1929 nell'ambito dell'opera Rilievi di architetture rurali valdostane), non venne mai realizzato a causa del mancato accordo economico tra gli sponsor e la Triennale. "L'iniziativa -afferma l'architetto Guido Callegari, ideatore e responsabile scientifico del progetto Casa Capriata 2008 -- è del Dipartimento Progettazione architettonica e di disegno industriale del Politecnico di Torino e dell'Ordine degli architetti di Torino. Il rifugio sarà realizzato grazie al sostegno della Regione autonoma della Valle d'Aosta, del Comune di Gressoney Saint Jean e la partecipazione tecnica di alcuni sponsor fra le quali figurano alcune aziende che presero già parte al progetto per la Xª Triennale di Milano del 1954". Sponsor istituzionali sono anche l'Ordine degli architetti della Valle d'Aosta, la Triennale di Milano e l'Agenzia CasaClima. ...scarica il pdf di questo articolo |
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L'originale struttura, opera degli architetti navarresi Javier Barcos e Manuel Enriquez, situata nel parco tecnologico di Miramon, ha vinto il concorso per la progettazione a cura di Camilla Segre Ancora una volta gli architetti spagnoli sono ricorsi ai legni di latifoglie americane per la decorazione di un edificio pubblico. L'acero americano(1), un'essenza luminosa a fibratura fine, è stato utilizzato per creare un ambiente sereno negli interni della sala plenaria del nuovo edificio parlamentare della provincia basca di Gipuzkoa a San Sebastian. Situato nel Parco tecnologico di Miramon, il complesso è la prima sede permanente del Parlamento di Gipuzkoa in 700 anni di storia. Gli architetti navarresi Javier Barcos e Manuel Enriquez hanno vinto il concorso per la progettazione della splendida struttura in cui si decidono le sorti degli abitanti di Gipuzkoa, che parlano un particolare dialetto della lingua basca. La sede del Parlamento ha un profilo triangolare. Ripiegandosi su se stessa nel senso della lunghezza, la struttura crea una sorta di 'cortile' vuoto da cui si accede ai diversi edifici. La sala plenaria, a piano terra, costituisce il cuore del complesso; il disegno semicircolare attorno al tavolo del presidente e al podio del relatore consente a tutti i membri di guardarsi l'un l'altro. |
Inaugurata a Basiglio una struttura a basso impatto ambientale costruita con sistema modulare Steko e materiali ecosostenibili a cura di Silvia Pietta Nel progetto del Centro di Integrazione Intergenerazionale, inaugurato nel comune di Basiglio (MI) il 5 aprile 2008, costruito col sistema modulare STEKO(1), sono stati perseguiti due obiettivi principali: la volontà di creare un luogo di incontro tra generazioni ed interessi culturali differenti, unita alla ricerca tecnologica per creare una struttura a basso impatto ambientale e il più possibile autonoma dal punto di vista energetico. La disposizione delle funzioni, la tipologia delle aperture, l'orientamento, la collocazione dell'edificio all'interno del lotto e i materiali scelti seguono i principi propri della bioedilizia, un approccio progettuale e costruttivo orientato all'abitare sano in armonia con l'ambiente per il recupero dell'equilibrio tra la civiltà e la natura. Le scelte progettuali sono state quindi definite secondo un principio generale basato sull'attenzione sia verso l'ambiente che verso il benessere psicofisico dei fruitori del centro. ...scarica il pdf di questo articolo |
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Un esempio di costruzione dove la qualità della vita in ambienti sani è il fattore prioritario a cura di Laura Stradaroli Non solo vivere ed abitare con il legno ma anche lavorare in una struttura interamente in legno. Un sogno per chi ama i materiali naturali, una realtà per Lukas Pernstich, proprietario dell'azienda Pernstich Holzbau di Aldino (BZ). La sua attività artigianale di carpentiere, iniziata nel 1994, si trasformò dal 1997 con le prime esperienze maturate sulle costruzioni delle case in legno in Alto Adige che utilizzavano il sistema dei pannelli ad assi incrociati. Quando nel 2005 pensò di realizzare la nuova sede per la propria attività di carpenteria e di costruzioni utilizzando solo ed esclusivamente questo materiale, decise di sfruttare tutti i vantaggi che ne derivano come tempi brevi di costruzione e risparmio energetico. In altre parole investire anche sulle proprie conoscenze professionali e sulle tecniche costruttive in cui ha sempre creduto. Il suo più grande desiderio era quello di avere un edificio di altissima qualità, con un ambiente sano, ma anche un esempio tangibile della sua filosofia e della tecnica costruttiva da sottoporre, o meglio far toccare con mano, ai clienti quando ordinavano la propria abitazione. Nulla di strano quindi, considerando la vocazione del territorio boschivo, trasformare in habitat lavorativo la materia prima della propria attività. Se il benessere parte dal nostro vivere quotidiano negli ambienti familiari a maggior ragione è necessario crearlo nei luoghi di lavoro dove le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo. Un'azienda dinamica e moderna è il risultato anche di un ambiente sano e piacevole che favorisce il dialogo e la collaborazione. |
Le vie di accesso al cantiere obbligano a soluzioni intelligenti grazie all'aiuto della tecnologia a cura di Franco Carraro La struttura in esame è la copertura del nuovo centro di arrampicata realizzata in Piemonte nel Comune di Viù (TO). Essa è costituita da dodici travi principali non parallele aventi un tratto superiore rettilineo ed uno inferiore curvo e che, a gruppi di quattro, definiscono tre corpi distinti, confinanti ma impostati a quote diverse formando lungo il loro confine dei timpani tamponati da baraccature in legno. Le travi, disposte in pendenza, sono incastrate inferiormente, all'estremità del tratto curvo, a quinte in C.A. mentre sul lato opposto convergono tutte su un unico setto sul quale, rivestite inferiormente da lamierino in acciaio inox, si appoggiano libere di scorrere entro apposite tasche su neoprene rivestito in teflon. Lo schema statico considerato è pertanto iperstatico del tipo incastro-carrello. La giunzione, a momento negativo alle quinte in C.A., è realizzata tramite una lama a scomparsa che trasferisce alla sommità della quinta la coppia di forze grazie a due fasce (inferiore e superiore) di perni, un piatto di testa, una serie di nervature laterali, ed un piatto di appoggio su cui sono già stati previsti i fori per l'ancoraggio dei tirafondi che escono dal getto. A causa dei vincoli imposti dalla sede stradale è stato giocoforza dover realizzare ciascuna trave mediante due elementi distinti (uno dritto e uno curvo), trasportati separatamente e poi assemblati in cantiere in un'unica trave. |
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Un progetto innovativo frutto dell'interazione di bioarchitetti, pedagogisti, eco-designers, animatori socio-culturali ed impresa di biocostruzioni a cura di Dea Biondi e Francesco Marinelli Il progetto Nidi nel Verde nasce dalla volontà dell'Amministrazione Comunale di Roma di individuare un innovativo modello di intervento pubblico capace di coniugare qualità ambientale, qualità dei servizi, rapidità di intervento, economicità di realizzazione, di gestione e di manutenzione, in un settore importante quale quello dei servizi all'infanzia. Tramite l'attivazione di una procedura in Project Financing è stato pubblicato un bando per la realizzazione e la gestione di quattro nuovi centri per l'infanzia nelle località Torresina, Anagnina, Settecamini e Osteria del Curato. La gara è stata vinta da una Associazione di Cooperative Sociali presiedute dalla Cooperativa Nuove Risposte che gestiranno per trent'anni, dopo aver realizzato le strutture, i servizi all'infanzia oggetto del bando. Obiettivo dell'ambizioso progetto è di migliorare la qualità complessiva dei nidi e delle strutture per l'infanzia coniugando le esigenze pedagogiche, la qualità architettonica, l'attenzione alla salubrità degli ambienti interni e il rispetto dell'ambiente esterno. La soluzione progettuale adottata intende, pertanto, assicurare sostenibilità ambientale, ecologica ed economica insieme a tempi di realizzazione estremamente rapidi. L'integrazione tra le diverse esigenze progettuali, realizzative e di utilizzo della struttura rappresenta un importante cambiamento di ottica in un processo che di solito vede fasi temporali diverse.Tale impostazione, che può essere esemplificata nello slogan "progetta chi usa", ha quali punti di forza: ...scarica il pdf di questo articolo |
Un esempio tangibile delle peculiarità di questo materiale naturale è la "casa prototipo" edificata in soli 4 giorni, con sistema Block Bau, dall'azienda friulana VIVERE NEL LEGNO a cura di Laura Stradaroli "In Lignum veritas": affidabile, confortevole, veloce da montare. Sono queste le peculiarità che saltano subito all'occhio quando si guarda costruire una casa "prototipo" con questo nobile materiale in soli 4 giorni. Ad edificarla è stata l'azienda friulana VIVERE NEL LEGNO SNC, che si trova a Sauris di Sopra (UD), nella passata edizione della manifestazione DOMUS LEGNO tenutasi a Rimini. Un esempio tangibile per chi si è visto arrivare nei padiglioni della fiera il camion con 40 m3 di legname di Abete "KVH" dello spessore di 12 cm, certificato PEFC e FSC. Un incastro perfetto quello del sistema costruttivo Block Bau, dove le parti lignee pretagliate secondo progetto si assemblano con evidente semplicità. La tecnologia "bilama" permette, secondo i proprietari dell'azienda, una maggiore stabilità oltre alla possibilità di effettuare calcoli strutturali obbligatori anche per gli edifici in legno come prevede la normativa europea. La superficie lorda occupata dalla struttura era di 120 m2 tenendo in considerazione che normalmente per il montaggio di un'abitazione con queste caratteristiche sarebbe consigliabile l'utilizzo di una gru di cantiere, mentre nel caso degli spazi fieristici sono stati utilizzati dei muletti per l'elevazione dei singoli elementi costruttivi; l'ausilio di una gru velocizza notevolmente la posa dei singoli elementi. Per la realizzazione della struttura in capannonne ci sono volute 300 ore lavorative con l'impiego di due persone qualificate. |
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Strutture e finiture in legno toscano sono la premessa per la nuova struttura di Rignano sull'Arno, progettata da LEGNOPIÙ con il supporto scientifico di ARSIA e CNR-IVALSA, per ospitare adulti diversamente abili e attività ricreative, culturali e sociali a cura di Paolo Lavisci Un edificio leggero come una bolla di sapone, applicando le linee guida energetiche e ambientali della Regione Toscana: questi i principali obiettivi dei partner che hanno collaborato per la realizzazione del nuovo Centro sociale, inaugurato il 7 maggio scorso, nel comune di Rignano sull'Arno (FI). Progettato dalla società di ingegneria LEGNOPIU' di Prato (Arch. Massimiliano Casu e Ing. Maurizio Martinelli), è costituito da un Centro diurno per adulti diversamente abili (230 m2) e da uno spazio polivalente (cupola 130 m2 + terrazza 100 m2), per un costo totale di circa 410.000 € compresi impianti ed infrastrutture di pertinenza: 1.140 €/m2 di cui circa il 40% per la carpenteria e le finiture, realizzate con legno toscano. L'appalto, di tipo tradizionale, è stato aggiudicato all'impresa PEVEDIL srl che ha completato il cantiere in soli sette mesi, avvalendosi della segheria MORANDINI di Diacceto e della DM LEGNO di Pontebba per la trasformazione dei semilavorati (legno massiccio, legno lamellare, compensato di tavole) dei tronchi messi a disposizione dell'impresa dalla stazione appaltante. Grazie al supporto scientifico di ARSIA e CNR-IVALSA, il Centro sociale è stato realizzato con legno proveniente dai boschi toscani, che sono una fonte rinnovabile di materiali, occupazione e benessere per questo territorio. Utilizzando per la prima volta in Italia la tecnologia a grigliato di tavole ideata dal professor Julius Natterer del Politecnico di Losanna (T&P in Legno n. 1 settembre 2006 pagg.48/51), sono stati impiegati circa 280 m3 di tronchi di Douglasia e Abete bianco, che nei boschi toscani di queste due specie, gestiti da secoli in modo sostenibile, crescono in 3 giorni e 3 ore. |
La Manifestazione Biennale Internazionale BOSCO e TERRITORIO è dedicata alla dimostrazione in campo di macchine e attrezzature per le utilizzazioni forestali montane Produzione di legno da opera, protezione dei versanti dai rischi di instabilità, un paesaggio forestale quanto mai gradevole per le mille sfumature di colore offerte dalle chiome, possibilità di passeggiate ed escursioni in un ambiente forestale suggestivo: il lariceto assolve in modo decisivo a tutte queste funzioni, così da rendere quanto mai importante una gestione corretta e attenta che sappia consegnare integro questo patrimonio alle future generazioni. Il Larice alpino è l'indiscusso protagonista del progetto "Bosco e Territorio", giacché la manifestazione si svolge nel cuore di un territorio particolarmente vocato per la produzione di questa specie legnosa. Nelle Valli Chisone e Germanasca e nell'Alta Val di Susa sono gestiti in forma associata oltre 27.000 ettari di lariceti di proprietà comunale. Il legno di larice rappresenta il non plus ultra per le strutture costruttive sia edili che stradali, idrauliche e navali, ed è ottimo anche per la paleria, la falegnameria pesante, i listoni da pavimento, gli infissi, i mobili, le coperture dei tetti. Il legno ha una tessitura fine, con alburno giallognolo e durame nettamente differenziato da rosso a bruno rossastro a porporino; gli anelli sono di modesta ampiezza, la resina è abbondante, spesso racchiusa in vere e proprie tasche nel legno. Possono riscontrarsi difetti quali il canastro (legno di compressione), la deviazione della fibratura, le tasche di resina; sono molto rari gli attacchi fungini. Il territorio delle Valli Chisone e Germanasca e dell'Alta Val di Susa ricava dai lariceti soprattutto legname da opera, con forme di prelievo diversificate. La disponibilità di strumenti di gestione forestale ha permesso di ottenere la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile secondo lo schema PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) per i boschi comunali di Roure, Massello, Salza di Pinerolo, Usseaux, Pragelato e Fenestrelle e per l'intero Consorzio Forestale dell'Alta Val di Susa; utilizzare legno di larice di questi territori significa quindi approvvigionarsi di legname avente non solo ottime caratteristiche tecnologiche ma anche elevati standard di qualità ambientale e sociale fissati a livello europeo: le foreste di questi territori sono gestite con con l'obiettivo di salvaguardare il ruolo del bosco nel ciclo del carbonio, di mantenere l'ecosistema vitale e in buona salute, di mantenere e accrescere la biodiversità, di salvaguardare tutte le funzioni del bosco: produttiva, protettiva, paesaggistico-ambientale; le modalità di utilizzo sono inoltre regolate da alti standard di garanzia sociale nei riguardi dei lavoratori e delle popolazioni. |
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Gli studenti del Master CasaClima realizzano una casa di legno con i maestri carpentieri a cura di Elia Terzi Concepire una struttura di legno non è prerogativa di tutti i progettisti poiché presuppone una conoscenza diretta della materia e delle sue applicazioni. La Libera Università di Bolzano in collaborazione con l'APA, Associazione Provinciale Artigiani(1), ha organizzato per gli studenti del MASTER CASACLIMA una settimana di carpenteria svoltasi nel mese di marzo: "dalla teoria alla pratica". A conclusione dell'iter formativo focalizzato sulla progettazione ambientale, sul risparmio energetico e sulla conoscenza approfondita del legno come materia prima in edilizia, sia per restauro sia per costruzioni ex-novo, i venti professionisti-studenti hanno avuto la possibilità di concretizzare quanto appreso realizzando una modesta, per dimensioni, costruzione di legno con tutte le caratteristiche dell'efficienza, del basso consumo e della sostenibilità. Il vivace interesse e l'entusiasmo degli allievi (foto1) si è brillantemente sposato con la maestria e l'esperienza di carpentieri e di tecnici specializzati: ospitati dalla ASTER HOLZBAU gli studenti hanno avuto l'eccezionale occasione di potersi confrontare con gli esperti addetti ai lavori, comprendere le tecniche e le metodologie di posa, adottare le soluzioni costruttive appropriate e principalmente dedicarsi alla realizzazione impiegando le proprie energie, fisiche e mentali, nelle esecuzioni. ...scarica il pdf di questo articolo |
Sarà Paolo Ninatti a guidare l'Associazione nazionale fino al 2011 a cura di Assolegno Federlegno - Arredo Lo scorso 10 aprile durante l'assemblea di Assolegno svoltasi a San Michele all'Adige (TN), alla presenza del presidente di Federlegno-Arredo Roberto Snaidero e del Direttore generale Roberto De Martin, è stato eletto il nuovo presidente di Assolegno, Paolo Ninatti, che per tre anni guiderà il Gruppo. Il neo presidente annovera una lunga esperienza nel settore legno come Amministratore di Industria Legnami Tirano srl di Tirano, in provincia di Sondrio. Ha inoltre maturato anche una lunga esperienza associativa: tra il 2005 e il 2008 è stato alla guida del Gruppo Prime Lavorazioni in Legno, mentre in precedenza ha presieduto il Gruppo Segati Conifere. Nel suo ruolo di presidente di Assolegno, Paolo Ninatti sarà affiancato dal team composto da: Milena De Rossi, della Camillo De Rossi & C. Snc di Andalo Valtellino (SO), alla guida del Gruppo Prime Lavorazioni in Legno; Giorgio Bignotti, della Holzbau Sud Spa di Calitri (AV), alla guida del Gruppo Strutture Portanti e Prefabbricati per l'Edilizia; e Stefano Mattarei, della Legnami Mattarei Srl di Montorio Veronesese (VR), alla guida del Gruppo Costruttori in Legno. "Nell'assumere questo incarico, ringrazio chi mi ha preceduto alla guida dell'Associazione e ha tracciato un percorso che condivido pienamente - commenta il neo presidente Ninatti - Intendo proseguire nell'intento di valorizzare in ogni suo aspetto la materia prima legno, che ritengo materiale antichissimo ma moderno per la sua versatilità e attualità. Assolegno è quindi in prima linea, e lo sarà anche in futuro, per promuoverne l'utilizzo e diffonderne la conoscenza". Ninatti subentra al presidente uscente Paolo Bortolotti, per rappresentare e valorizzare con lo stesso impegno l'immagine del settore nei confronti dei suoi molteplici interlocutori: le istituzioni, gli associati attuali e potenziali e i consumatori, oggi sempre più sensibili alle tematiche ambientali riguardanti il mondo del legno. ...scarica il pdf di questo articolo |
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a cura di Antonio Brunori Premesso che non esistono, ad oggi, dati certi sul flusso di legname certificato che interessa l'Italia, si riporta un breve resoconto dei dati disponibili a livello mondiale. Secondo l'ultimo rapporto UNECE/FAO sul mercato dei prodotti forestali nel mondo, nel 2006 il 24,02% del legname industriale circolante nel mondo era certificato (i 2/3 sono legnami PEFC), cioè 370,8 milioni di mc. Le previsioni per il 2020 sono che il 50% del legname industriale circolante nel mondo sarà certificato (per l'entrata nel mercato delle certificazioni forestali russe, asiatiche e sudamericane). Oggi a livello mondiale la superficie forestale certificata (PEFC+FSC+altri 10 schemi) è di 311 milioni di ettari (pari a 8% della superficie forestale mondiale). In Italia la certificazione PEFC interessa 656.111,68 ettari e 23.300 proprietari, attraverso 2 certificazioni regionali (Friuli Venezia Giulia e Trentino), 2 di gruppo (Alto Adige-Sudtirolo e Veneto) e 13 singole. In particolare, la certificazione riguarda tutte le realtà dove in Italia si pratica una selvicoltura a fini produttivi: Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige producono oltre 800.000 mc. di legname di conifere da opera, il 75% di quello prodotto in Italia. La maggior parte del legname di conifere importato dall'Italia viene da Paesi che hanno una superficie forestale coperta da certificazione PEFC: Finlandia (95% certificata PEFC), Germania (80%), Austria, (75%). Per quanto riguarda la cellulosa, tutto il materiale importato e certificato CSA (Canada), SFI (USA), CerFlor (Brasile), CertFor (Cile) è omologato al PEFC in virtù del mutuo riconoscimento ottenuto tra il 2005 e il 2006 dagli specifici schemi di certificazione forestale nazionali. Le certificazioni di Catena di Custodia nel mondo nel biennio 2005-2006 sono aumentate del 20% raggiungendo 7.200 certificati. Il mercato asiatico di Prodotti Forestali Certificati è in crescita in Giappone e Cina che produce essenzialmente per il mercato Europeo e Nord Americano. In Italia le ditte che hanno scelto di certificare la propria produzione sono 102 e coprono le più diverse categorie di trasformazione del legno, dalle segherie alle cartiere. ...scarica il pdf di questo articolo |
a cura di Mauro Masiero In questo numero le pagine autogestite dal Gruppo FSC-Italia, in occasione dei 15 anni di attività, ospitano Liviu Amariei, già responsabile dell'Unità di Accreditamento FSC nonché direttore di FSC Europa e, attualmente, coordinatore del Progetto Broker FSC. Una valutazione accreditata sul trend di crescita e sugli obiettivi ancora da raggiungere. Cominciamo con una "fotografia" della situazione attuale. Nel 2008 FSC compie 15 anni: volendo fare il punto della situazione, quali sono i numeri della certificazione FSC e, più in generale, del sistema FSC? In questi primi quindici anni FSC ha cercato di perseguire con coerenza e professionalità la propria missione - promuovere una gestione responsabile delle foreste in tutto il mondo - e i dati a disposizione oggi confermano la bontà del lavoro svolto. Attualmente le foreste certificate FSC coprono un'area complessiva di oltre 103 milioni di ettari, in 79 paesi, pari al 7% delle foreste aventi - secondo la FAO (2007) - funzione produttiva. Vale la pena ricordare che oltre il 93% delle foreste certificate sono foreste naturali o seminaturali, oltre a ciò circa il 12% (pari a oltre 13 milioni di ha) del totale è rappresentato da foreste tropicali e subtropicali, che sono tra le più esposte ai fenomeni di degrado, e circa un sesto dei certificati è stato rilasciato a comunità e piccoli proprietari, cioè le categorie di gestori forestali tipicamente più deboli e con minori mezzi a disposizione. Anche la filiera della trasformazione dei prodotti in legno e carta ha fatto la sua parte: le aziende certificate per la Catena di Custodia secondo gli standard FSC sono 8.678, in 85 paesi differenti: solo nel 2007 il loro numero è aumentato del 40%. Ciò evidentemente conferma un trend crescente, già evidenziato a proposito delle foreste.Va poi ricordato che FSC è ormai un network affermato, con circa 740 membri internazionali, 46 uffici nazionali, 19 enti di certificazione accreditati, capaci di far funzionare il sistema e di consentirne il miglioramento. ...scarica il pdf di questo articolo |
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Una vita dedicata al nobile "lignum" quella di Gianni Cantarutti, autore del volume "1000 legni", un catalogo sentimentale per curiosi ed esperti del settore, elaborato dopo una lunga ricerca in diversi continenti a cura di Gianni Cantarutti Esperti conoscitori di legni si nasce o si diventa? Sicuramente Gianni Cantarutti, consulente ed esperto di specie legnose, l'amore per il nobile "Lignum" lo aveva nel sangue, tanto da affrontare viaggi avventurosi per trovare quelli più pregiati e catalogarli in un volume pubblicato da DINDI editore. "1000 legni" dal mondo racchiude informazioni dettagliate non solo per chi condivide la sua stessa passione, ma per esperti del settore e amanti della natura. Cantarutti possiede, a Manzano (UD) dove vive, una delle più rinomate xiloteche esistenti "Lignamundi": circa 1.500 legni da lui raccolti personalmente "in purezza" e scambiati con altri collezionisti nel mondo. Sono ricavati da pezzi di tronco o rami d'albero e scarti di lavorazione dell'artigianato ligneo. Un amore per il legno che parte da lontano quando ancora bambino aiutava i genitori che, nel Dopoguerra, con la vendita degli scarti abbandonati dalle segherie ci vivevano. Un sogno che Cantarutti ha concretizzato con la sua pubblicazione e di cui ci parla in questo articolo. ...scarica il pdf di questo articolo |
a cura di Claudio Spada "Perchè mai un ingegnere dovrebbe studiare tanto per poi finire a progettare baracche di legno"?... Fino a qualche anno fa questa domanda suggellava inesorabilmente le diatribe che opponevano gli imprenditori edili ed i progettisti più illuminati che avevano coraggiosamente deciso di puntare sulle costruzioni in legno. Oggi fortunatamente anche nel nostro paese le cose sono cambiate e si è sempre più radicata la cultura delle costruzioni in legno, prima con le realizzazioni di impianti sportivi e grandi strutture polivalenti e poi con l'impiego quotidiano del legno nell'edilizia residenziale. Attilio Marchetti Rossi, pesarese classe 1956, deve essersi sentito ripetere più volte la sprezzante domanda riportata in apertura quando, giovane ingegnere fresco di Master in Timber Engineering presso l'Università di Toronto, si affacciava nei primi anni '80 nel mondo dell'ingegneria strutturale ed in particolare delle costruzioni in legno. Le iniziali diffidenze non devono averlo particolarmente scoraggiato se oggi, dopo più di 25 anni di carriera professionale, si ritrova a capo di uno studio di progettazione interamente dedicato alle costruzioni in legno e può vantare più di 2000 opere al proprio attivo. Marchetti Rossi è infatti riconosciuto come uno dei pochi progettisti in Italia che si sono dedicati con estremo impegno e caparbietà allo studio e realizzazione di grandi strutture in legno, ottenendo risultati di assoluto valore in campo nazionale ed internazionale. Alla carriera di progettista si è infatti affiancata negli anni un'attività di consulente, docente universitario e membro di commissioni europee che ha saputo valorizzare appieno le capacità professionali del progettista Marchetti Rossi ma anche portare alla luce la passione che l'uomo - progettista infonde nella propria attività di divulgazione della tecnologia delle costruzioni in legno ed alla diffusione di questo materiale. Queste informazioni si trovano nell'elegante volume fresco di stampa "Attilio Marchetti Rossi - L'ingegnere del legno" che si può fregiare della prefazione del professor Franco Laner e del patrocinio di Assolegno - Federlegno Arredo, pubblicato da Imready Edizioni. ...scarica il pdf di questo articolo |
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