tetto e pareti
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trimestrale delle teconologie e dei prodotti sostenibili per l'involucro casa
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Tetto e Pareti - giugno 2008 N. 31 - Giugno 2008
IL BLUFF DELLA DETRAZIONE DEL 55%: SI GUADAGNA OGGI MA SI PERDE LA SFIDA ENERGETICA

Egr. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
mi permetto inviarLe questo mio pensiero in forma di lettera aperta, quale modesto contributo su cosa fare per il risparmio energetico in Italia. Come ben sa, la prima forma di risparmio non è quella di trovare un fornitore che offra a prezzi più bassi ma quella di consumare di meno. Tra il riscaldare ed il raffrescare le nostre case il bilancio è decisamente in passivo visto come è stato edificato il patrimonio immobiliare esistente. Per le sue origini imprenditoriali nel settore immobiliare si ricorderà un detto che girava tra i vecchi palazzinari ed impresari edili: "si può guadagnare solo su quello che non si vede", quindi volevano dire che sui materiali impiegati (come c.a., coibentanti, gauine impermeabili, ecc.) si poteva fare la cresta a discapito del committente ed in barba al capitolato. I risultati di quella politica sono sotto gli occhi, anzi sotto le mani, di chi ora sta ristrutturando edifici degli anni '60-'70 per poter beneficiare esclusivamente della detrazione fiscale del 55% e non per poter guadagnare riducendo i consumi futuri. Tecnologie e materiali impiegati trenta/quarant'anni fa (oggi ovviamente obsoleti) per isolare, soprattutto dal freddo, vanno rimossi e sostituiti con prodotti sostenibili. Meno male che abbia fatto approvare il decreto per l'efficienza energetica che recepisce la Direttiva europea 2006/32/CE, in base alla quale l'Italia dovrà ridurre i consumi entro il 2016. Gli incentivi urbanistici previsti, vedi aumento dei volumi e dei livelli di isolamento termico oppure la deroga sulle distanze minime tra gli edifici, sono già un passo in avanti ma sono azioni insufficienti per iniziare a cambiare la mentalità italiana sul costruire.

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l'editoriale di Gianni Cecchinato
DIRETTAMENTE DALLE AZIENDE
Facciate continue a mercatura: le richieste della EN 13830:2003
A distanza di oltre due anni dall'obbligatorietà della marcatura CE per le facciate continue, il punto della situazione: contenuti, aspetti tecnici, e responsabilità

a cura di Laura Porro


LA NORMA DI PRODOTTO EN 13830:2003 Ormai da due e anni e mezzo, vale a dire dal dicembre 2005, è terminato il periodo di coesistenza per la norma di prodotto EN 13830:2003, intervallo di tempo durante il quale la Marcatura CE per le facciate continue era ammessa ma poteva anche non esserci (cfr. Tabella 1 pag. 14): al suo termine è divenuta invece obbligatoria e pertanto ora possono essere riconosciuti legalmente sul mercato solo prodotti che soddisfino la Direttiva Prodotti da Costruzione (nota come CPD) attraverso la conformità alla Norma Armonizzata. Uno scopo essenziale della CPD è infatti il riavvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri, per eliminare le barriere tecniche al commercio e consentire la libera circolazione dei "Prodotti" che verranno ad essere inseriti nella cosiddetta "Opera da costruzione", la quale a sua volta deve consentire necessariamente il rispetto dei prefissati Requisiti Essenziali(1). Lo strumento fondamentale attraverso il quale vengono fissate procedure, caratteristiche e prestazioni essenziali del singolo Prodotto, compiti e responsabilità è la relativa Norma Armonizzata, nel caso delle facciate continue la EN 13830:2003. Il suo ambito di applicazione abbraccia la varietà di tipologie di facciata continua, con inclinazione delimitata fino a 15° dalla verticale rispetto alla facciata dell'edificio, definendo(2) il prodotto genericamente come involucro verticale esterno di edificio di tipo leggero e continuo che garantisca, di per sé o congiuntamente all'opera edilizia, tutte le funzioni normali di parete esterna senza assumerne tuttavia alcuna caratteristica portante. Di fatto la norma non riguarda invece altre tipologie di facciate, come ad esempio le facciate continue ad incollaggio strutturale(3), quelle ventilate e quelle a sostegno puntuale. Essa pertanto si applica alle facciate continue intese nella loro interezza globale, che sussistono in pratica come prodotto finito solo al momento dell'assemblaggio in cantiere, come costituzione unitaria di elementi strutturali orizzontali e verticali (solitamente in metallo, legno o plastica), per lo più dei seguenti tipi: costruzione a montanti e traversi, a pannelli e a cellule ovvero unità. A tale proposito, torna utile ricordare a chi spetti l'obbligatorietà della Marcatura CE, vale a dire il cosiddetto "Produttore", dizione che qui si differenzia dalla normale accezione comune. Infatti, ai sensi della CPD, il Produttore(4), indipendentemente quindi dall'attività specifica e dalle dimensioni aziendali (es. numero di dipendenti o produzione annua), risulta semplicemente "colui che immette a suo nome sul mercato dell'Unione Europea un Prodotto da costruzione ed a cui è direttamente imputabile la responsabilità della sua conformità alle cogenti specificazioni tecniche europee applicabili" (quindi nel caso specifico, colui che immette nell'EEA il prodotto finito "facciata continua"). Questo significa quindi che non importa se egli produca integralmente tutti gli elementi della facciata continua o solamente alcune sue parti o addirittura la commercializzi solamente, purché la immetta sul mercato a suo nome come prodotto finito
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L'ex cementificio Sicli diventa "Fabbrica" di idee
Il recupero di un'area dismessa nel centro abitato di Gambettola, con materiali ecocompatibili, trasformata in laboratori artigianali, teatrali, spazi per eventi, mostre fotografiche e di pittura

a cura di Laura Stradaroli


Come trasformare un vecchio fabbricato dismesso e pericoloso, per la salute di chi ci vive intorno, in un luogo salubre, tempio di creatività, operosità e cultura? Angelo Grassi, eclettico designer, amante delle linee pulite e di un ermetismo architettonico raffinato, ci è riuscito, riconvertendo l'ex cementificio SICLI di Gambettola (FC) nella "Fabbrica". Fucina di idee, luogo di formazione e informazione, ed eventi culturali avangard, la Fabbrica nasce dalle ceneri di uno stabilimento costruito nel 1910 e chiuso nel 1989 per problemi logistici ed ambientali, ed è un originale progetto di recupero di archeologia industriale dove gli ambienti e le vecchie macchine arrugginite sono in alcuni casi stati conservati tali quali e in altri riutilizzati. I camini sono così diventati stufe a legna e gli antichi sili, ancora incrostati dalla polvere di cemento, sale espositive. "L'intento - afferma Angelo Grassi, che seguendo la metodica dell'autocostruzione ha riqualificato la struttura in collaborazione con l'ingegner Piero Brandolini - è stato quello di restituire l'attività produttiva ad un'area dismessa dalle forti potenzialità secondo il principio del riuso dei materiali, degli spazi e dell'ecosostenibilità". L'esigenza di realizzare un personale laboratorio e la sfida di recuperare anziché costruire, ha rappresentato per Grassi un impegno di vita oltre che un lavoro. "Si tratta di un contenitore in continuo movimento - spiega l'autore del progetto e proprietario dell'immobile - che muta a seconda delle esigenze di chi ne fa uso, predisposto per accogliere sempre nuove attività economiche, sociali, culturali e artistiche. Il visitatore che entra nella fabbrica respira un'atmosfera sospesa nel tempo. I grandi spazi, in parte completamente rinnovati in parte lasciati com'erano all'origine, presentano imponenti macchinari che trasmettono il loro fascino quasi centenario". L'ex complesso industriale comprende un'area di circa 18mila m2 di cui 7000 coperti. I vecchi depositi delle materie prime sono stati restaurati e venduti a 16 attività artigianali. Mentre il piano terra del corpo centrale è occupato dai laboratori, dalle attività di progettazione di allestimenti e scenografie dello Studio Grassi. Il primo piano comprende un laboratorio scenico teatrale e un'aula magna adibita a corsi per la formazione professionale di artigiani e mestieri. Gli spazi dove venivano insaccati la calce e il cemento sono invece stati trasformati in sale espositive. Dove un tempo i macchinari impastavano le materie prime per la fabbricazione del cemento, nel punto più alto dell'edificio, è stato ricavato lo spazio per il dopo lavoro. Il tetto è stato adibito ad osservatorio. Il cortile, un tempo solo cemento, ora comprende tre grandi aiuole con circa 70 alberi. Il tutto assecondando il progetto di riqualificazione urbana di un paese che possiede meno di un m2 di verde per abitante. Il nome "Fabbrica" scelto dal proprietario riprende la funzione iniziale del luogo, quella della produzione, ma oggi il significato acquista un senso nuovo all'insegna della cultura e del rispetto per l'ambiente.
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PANNELLI TERMOISOLANTI PER STRUTTURE INDUSTRIALI
Il pannello CLASS S è utilizzato nell'isolamento termico di coperture, pavimentazioni, pareti perimetrali e soluzioni a cappotto

a cura di Federico Rendi


L'intervento preso in considerazione riguarda l'ampliamento di circa 7.500 m2 di un capannone industriale esistente con una superficie di 8.000 m2, con struttura portante in acciaio ad anima piena; la particolarità di tale costruzione risiede sia nella maglia strutturale (20x20 m), che nella copertura in quanto completamente realizzata in lamiera grecata dove, ad intervalli regolari, si ergono degli shed a schiena curva che garantiscono una soddisfacente illuminazione interna nonché un ottimo ricambio dell'aria. La struttura, il cui ampliamento è stato effettuato in due tempi (4.000 m2 nel 2003 e 3.500 m2 nel 2007), appartiene all'azienda SITI spa di Monteveglio (BO), uno dei più noti produttori italiani e mondiali di trasmissioni industriali. Fra i tanti interventi di ampliamento anche questo capannone industriale per utilizzarlo poi stabilimento di produzione metalmeccanica. Vista la delicatezza e l'importanza dei materiali e dei macchinari utensili in esso alloggiati, già in fase di costruzione si è posta un'estrema attenzione affinché la struttura potesse garantire nel tempo sia la miglior impermeabilizzazione e il miglior isolamento, sia le ottimali condizioni termo igrometriche all'interno degli ambienti di lavoro. La coibentazione dell'edificio ha seguito due differenti iter, da un lato si è infatti proceduto con la posa del materiale direttamente tetto & pareti - giugno 2008 29 sulla copertura piana, dall'altro si è dovuto studiare la soluzione ottimale per la copertura degli shed che, essendo di forma curva, potevano rappresentare fonte di problematiche in fase di fissaggio del materiale.
UN CAPPOTTO ERMETICO PER LE TORRI DI RHO
Soluzioni all'avanguardia per garantire un perfetto isolamento termico

a cura di Francesca Negri


I nuovi alberghi che serviranno il Polo Fieristico di Rho-Pero (MI) sorgeranno di fronte alla porta Sud del quartiere fieristico e rientrano in un più ampio progetto di funzioni compatibili quali negozi, strutture per la ristorazione e il tempo libero, spazi a verde. Nel 2006 si è conclusa la gara internazionale che ha visto partecipare diversi progetti dei più importanti architetti e le principali imprese di costruzioni italiane, definendo come progetto vincitore quello dell'architetto francese Dominique Perrault presentato dalle imprese CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI, MARCORA COSTRUZIONI SPA, PESSINA COSTRUZIONI SPA. Il progetto prevede due alberghi (uno a 3 stelle uno a 4 stelle) realizzati in due torri a pianta pressoché quadrata di circa 25 m di lato e rispettivamente di 72 e 65 m di altezza, l'una verso la Fiera e l'altra verso la città di Milano, con un'inclinazione di circa 5° dalla verticale. Il progetto prevede due piani di servizi (depositi, uffici, spogliatoi, cucine) nei piani più bassi, tre piani di parti comuni (bar, ristoranti, sale banchetti, sale conferenze), la hall d'ingresso sarà realizzata in una struttura esterna alle due torri con pianta a croce chiusa da pareti vetrate che contengono una maglia dorata, le camere (in totale circa 400) si sviluppano dal sesto livello in poi (il terzo piano fuori terra), all'ultimo piano dell'hotel 4 stelle è previsto un fitness con un bar, un altro elemento caratterizzante è la scala di sicurezza cilindrica che sorge nel quadrante opposto alla hall, nelle aree esterne verranno realizzati i parcheggi di servizio agli alberghi. Gli alberghi avranno una superficie di circa 25.000 m2 per una volumetria di quasi 120.000 m3, l'hotel a 3 stelle ha 20 piani (di cui due interrati) e il 4 stelle 18 (due interrati), in ogni torre sono presenti tre ascensori per gli ospiti, oltre ad un ascensore e un montacarichi di servizio.
COME RILANCIARE L'AZIENDA? TECNOLOGIA, FORMAZIONE E ALLEANZE STRATEGICHE
Oltre 30 anni di esperienza e innovazioni nel settore manufatti in polistirene Espanso hanno portato la DI-BI ai vertici del mercato. Ne parla il responsabile marketing Ivan Brini

a cura di Laura Stradaroli


Oltre trent'anni di esperienza e innovazioni tecnologiche hanno fatto dell'azienda DI-BI di Ghiardo di Bibbiano (RE) uno dei soggetti imprenditoriali più interessanti per la produzione di manufatti in polistirene espanso sintetizzato utilizzato nell'isolamento degli edifici. Nata nel 1971, l'azienda si è consolidata ai vertici nazionali incentrando la propria filosofia aziendale su una scelta allora considerata fuori campo: quella di un polistirene sintetizzato con densità più elevate rispetto a quello presente sul mercato, migliorando le caratteristiche intrinseche del prodotto. è stata, infatti, la prima società in Europa a produrre nelle densità 35 e 40 Kg/m3. Dagli anni '80, inoltre, DI-BI partecipa attivamente all'interno di Associazioni specifiche come ANIT (Associazione Nazionale Isolanti Termoacustici), CTI (Comitato Termotecnica Italiano), UNIPLAST ed è fra i soci fondatori di AIPE (Associazione Italiana Polistirolo Espanso). Ad entrare nel merito della svolta che ha portato l'azienda ai vertici del suo settore e delle peculiarità dei prodotti è il responsabile marketing Ivan Brini, già area manager della DI-BI spa e vicepresidente gruppo giovani API.
Expo Zaragoza 2008, l'evento dedicato all'acqua e allo sviluppo sostenibile
La grande manifestazione, a cui partecipano oltre 100 Paesi del mondo, organizzazioni ONU e UE, partirà in giugno e si concluderà il 14 settembre 2008

a cura di Roberto Mirulla


La recente decelerazione dello sviluppo immobiliare che ha portato la Spagna ad una crescita superiore alle altre nazioni europee (T&P n. 30 marzo 2008 pagg. 92/96), ha messo il Paese di fronte ad una nuova sfida. Il Governo del presidente José Luis Rodríguez Zapatero, recentemente riconfermato, sulla scia di questa crisi, ha ridisegnato un nuovo piano per la Spagna, insistendo sulla ricerca e sull'innovazione, motori di ricerca per trainare lo sviluppo. Nel campo del mercato delle costruzioni, viene annunciato un percorso che mette in secondo piano il vecchio concetto speculativo basato sulla quantità dell'edificare e sul massimo profitto: al primo posto figurano la ricerca e le nuove tecnologie all'insegna della qualità ecologica del prodotto. Expo Zaragoza 2008, arriva giusto in un momento di dibattito e di polemiche aperto in Spagna sulla equa distribuzione ed utilizzo ragionato dell'acqua nel territorio. All'Expo il compito di riflettere e prendere misure concrete per la difesa della risorsa di vitale importanza che è l'acqua, attraverso una campagna di sensibilizzazione globale, che interesserà Paesi di tutto il Mondo. Il 16 novembre del 2004, il "Bureau International des Expositions (BIE) conferì a Zaragoza (Saragozza1) l'onore di organizzare l'Expo 2008, di fronte alle altre candidature di Tessalonica (Grecia) e Trieste. Il titolo prescelto fu "Esposizione Internazionale Zaragoza Spagna 2008": "Acqua e sviluppo sostenibile" più tardi abbreviato "Expo Zaragoza 2008". L'anno 2008 marca altresì il centenario dell'Esposizione Franco- Ispanica del 1908. Uno dei motivi che mosse la commissione a scegliere la Spagna fu dovuta all'esperienza accumulata dal Paese nell'organizzazione di grossi eventi quali i Giochi Olimpici di Barcellona del 1992 e l'Esposizione Universale di Siviglia nello stesso anno. Inoltre giocò a favore, la posizione geografica privilegiata della regione Aragona a livello europeo e Nazionale, collegata con l'alta velocità a Barcellona e Madrid ed essendo un importante centro congressuale. L'evento durerà 6 mesi ed aprirà le porte il 14 giugno, concludendosi il 14 di settembre 2008.
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Ritorno alla terra per un'edilizia sostenibile
Considerata un materiale povero e primitivo in verità la terracruda si presta a tecniche costruttive interessanti, all'insegna del risparmio energetico e di un basso impatto ambientale

a cura di Sabrina Gentilin


"Il diverso progresso della cultura non è significato dal materiale, ma dalla tecnica di civilizzazione e di impegno del medesimo. Una casa di terra è culturalmente rude quanto una casa di tronchi d'albero in ambiente forestale o di pietra in ambiente montano. Il progresso avviene quando l'argilla cruda, il legno, la pietra sono sottoposti ad un processo di lavorazione, quando un'impressione tecnica afferma su di essi il dominio dell' intelligenza..." (Osvaldo Baldacci, "L'ambiente geografico della casa in terra in Italia", Rivista Geografica Italiana, Firenze, 1958, vol. LXV). Questa citazione di Osvaldo Baldacci mira a ricollocare la "terracruda" tra le tecnologie costruttive formalmente considerate convenzionali. L'impiego della terracruda come materiale da costruzione evoca numerosi preconcetti che invitano a ritenerlo un materiale povero e primitivo, quindi non degno di essere utilizzato. Eppure le tecniche costruttive della terracruda, possiedono caratteri interessanti come qualunque altra tecnica costruttiva. La terra è un materiale legato a diversi metodi di lavoro e a diversi paesi come la Francia, la Danimarca, gli Stati Uniti, l'Australia, l'Africa e l'America Latina. Basta ricordare che oggi circa un terzo della popolazione mondiale vive in abitazioni fatte di terracruda, infatti questo è probabilmente il primo materiale da costruzione in assoluto. La terra di cui si parla, quella adatta alla costruzione è il suolo e i componenti rocciosi che lo costituiscono che sono: la ghiaia, la sabbia, il limo e l'argilla. Il comportamento di ciascuno di tali costituenti influisce sulle proprietà specifiche del materiale. La terra ideale per costruire è quella dello stesso terreno di scavo, presente nel sito di cantiere; eventualmente poi può essere mescolato con altri materiali per stabilizzare le qualità specifiche della terra secondo le caratteristiche che si vogliono ottenere. Sembra che non ce ne sia più memoria, eppure l'impiego delle tecniche di costruzione in terracruda era ampiamente diffuso in tutta l'Italia e le testimonianze storiche documentate riportano indicazioni relative all'uso del mattone crudo nell'antichità: dai Romani fino al nostro secondo dopoguerra. Conoscere le architetture di terracruda vuol dire quindi conoscere una tecnologia antica e diffusa in tutto il mondo, anche confermata da una continuità storica, geografica e culturale che ha sviluppato una varietà di sistemi costruttivi a seconda delle diverse culture dei popoli.
Il fotovoltaico Brianza Plastica nel cuore di Catania
Alla copertura dell'Hotel Righel, in pieno centro storico, sono stati applicati moduli fotovoltaici Elettrotegola, per una perfetta integrazione architettonica e produzione di energia a zero impatto ambientale

a cura di Vera Vaselli


La costruzione, realizzata a Catania negli anni '30 e meglio conosciuta dai catanesi col precedente nome di Hotel Proserpina, è stata sempre adibita ad attività turistico-alberghiera. Gli interventi in oggetto sono finalizzati ad aumentare la ricettività della struttura ed elevarne gli standard qualitativi attraverso la realizzazione di una ristrutturazione generale dell'immobile, l'ampliamento del piano sottotetto, l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'adeguamento di tutti gli impianti tecnologici e l'installazione di un nuovo impianto fotovoltaico e solare termico in copertura. L'utilizzo dei pannelli ISOTEC(1) e dei moduli fotovoltaici ELETTROTEGOLA di BRIANZA PLASTICA (l'azienda di Carate Brianza - MI, che opera da oltre quarant'anni nel mercato dell'edilizia residenziale ed industriale con la produzione di lastre in vetroresina e con il termoisolante sottotegola ISOTEC, è presente anche nel mercato del fotovoltaico con Elettrotegola, il generatore fotovoltaico per coperture a falda a completa integrazione architettonica), ha consentito la realizzazione di un impianto fotovoltaico integrato da 6,00 kWp, installato sulla falda esposta a sud con angolo di inclinazione di 18°. ELETTROTEGOLA è il sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, sviluppato e realizzato al fine di ottenere il migliore risultato architettonico per le coperture delle abitazioni residenziali. Le celle solari che compongono il prodotto consentono la trasformazione diretta dell'energia proveniente dal sole in energia elettrica e sviluppano prestazioni tali da produrre energia fino al 100% del fabbisogno domestico. L'impianto dell'hotel è costituito da 100 moduli in silicio policristallino da 60 Wp, divisi in 4 stringhe da 25 moduli e collegati attraverso un quadro di parallelo ad un unico inverter. La produzione media annua di energia attesa è di circa 8.000 kWh che consentirà di ridurre i consumi dell'albergo e di evitare l'emissione in atmosfera di circa 5.400 kg/anno di Co2, 12 kg/anno di NOx e 1,8 TEP/anno.
Curiosando tra gli espositori di LAMIERA
Novità e conferme per il mondo dei lattonieri

a cura di Franco Carraro


Anche quest'anno l'edizione di LAMIERA a Bologna, pur rappresentando la vetrina per l'aggiornamento sulle macchine per la lavorazione della lamiera, ciò che era dedicato all'universo dei lattonieri ha messo in mostra poche novità in assoluto, anzi si sono notate operazioni di aggiornamento sulle funzioni o sui software applicati. Comunque va ricordato che anche la lattoneria, legata all'edilizia inevitabilmente, sta soffrendo la crisi del settore: il lavoro c'è ma manca liquidità. Anzi sta subendo, pure essa, le conseguenze di un mercato immobiliare senza idee e senza l'etica per costruzioni energeticamente risparmiose, che impone la conditio sine qua non del "se vuoi il lavoro devi farlo a basso costo". La ricchezza del saper e del fare acquisita dai nostri lattonieri e coperturisti deve essere riconosciuta dai committenti (progettisti o imprese edili non importa), come dev'essere motivo di autostima per il comparto. Tra le storiche presenze di Lamiera è doveroso iniziare con l'ALPEWA di Bolzano, presente con due stand differenti, a rappresentanza della duplice attività perseguita. Proponeva una vasta gamma di macchinari sia per il settore della lattoneria sia per l'industria. Per la lattoneria esponeva le piegatrici a bandiera TWIN-MATIC e NORMA-LINES della JORNS, le profilatrici della SCHLEBACH, le deformatrici della ECKOLD, calandratrici della PRINZING, oltre alle linee di taglio FORSTNER.
Equilibrio energetico con le "residenze-limite"
In provincia di Treviso, a Zero Branco, un progetto sperimentale che integra materiali edilizi innovativi in un contesto ambientale urbano di confine

a cura di Michele Cassibba e Franco Dell'Anna


I due edifici che fanno parte di questo progetto sperimentale attivato nel comune di Zero Branco, in provincia Treviso, con annesso laboratorio a piano terreno, sono in fase avanzata di ultimazione. Questo articolo entra nel merito della realizzazione delle opere fondazionali del basamento, la posa del tubo scambiatore geotermico, dei vespai, delle opere in elevazione del piano terra, la realizzazione del solaio/ copertura dello stesso, del "cubo" in muratura costituente i servizi, i garages e la zona notte delle case stesse, finendo con i volumi in legno delle case sovrapposte al laboratorio. A descrivere l'intervento sono gli stessi progettisti, gli architetti Michele Cassibba e Franco Dell'Anna che nel n. 25 di Tetto&Pareti (dicembre 2006) avevano presentato questo progetto sperimentale all'insegna del risparmio energetico che integra materiali edilizi innovativi in un contesto ambientale e urbano di confine. "Residenze-limite" così le avevano definite perché si prefiggono di "porre dei paletti in termini di equilibrio energetico e di armonico inserimento architettonico ambientale".
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La genialità di "Leonardo" per migliorare la produttività di cantiere
Rivoluzionaria macchina di posa automatica dell'azienda SFS INTEC per velocizzare i tempi di intervento con un unico operatore


Torniamo anche in questo numero a parlare di produttività in cantiere. La produttività, non è altro che il rapporto tra le risorse utilizzate ed il prodotto ottenuto. E normalmente le risorse sono, detto in maniera molto semplicistica, gli strumenti, l'energia e le ore di lavoro. Uno dei costi fondamentali da preventivare, e da mettere poi in consuntivo, sono i costi di posa dei materiali. Se parliamo di manti impermeabili fissati meccanicamente, la preventivazione dei costi di posa dei fissaggi non rappresenta, nell'immaginario collettivo, un grande problema. Infatti, le trattative vertono sopratutto materiali, che sull'effettivo costo della posa. Ma questi sono proprio costi nascosti che, se non ben valutati, riservano spesso gran brutte sorprese. Non solo, i costi di posa dei fissaggi, e quindi la loro velocità, influiscono a volte in maniera sostanziale sull'organizzazione del cantiere. Fare 100 m2 al giorno in più od in meno, per un certo numero di giorni all'anno, significa essere più o meno competitivi. è evidente che più fattori influenzano le scelte dei sistemi. Lavorare su solai in legno, acciaio o calcestruzzo, cambia in grande misura la produttività in cantiere. Sul calcestruzzo, a seconda della complessità, si passa da 1 fissaggio/min fino a 6 fissaggi/ min con le soluzioni più evolute. Naturalmente anche gli errori di posa contribuiscono all'efficacia. Un sistema veloce ma con un'elevata percentuale di difetti, svilisce qualsiasi buon proposito. Con questa analisi, abbiamo voluto prendere in considerazione l'esempio della posa del fissaggio su solaio di calcestruzzo.
Processi edilizi in autocostruzione
In autocostruzione la presenza di soggetti non professionisti induce a notevoli fattori di delega e alla forte necessità di coordinamento

a cura di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini


Nel precedente numero della rivista (marzo 2008 - pagg. 32/37) è stato presentato il primo dei quattro contributi previsti circa l'autocostruzione associata ed assistita, dove si è ripercorsa brevemente la sua evoluzione storica dal secondo dopoguerra ad oggi. Il passo successivo è certamente l'analisi del processo edilizio e degli attori che ne prendono parte, prima di esaminare nei prossimi articoli la fase progettuale e quella realizzativa in cantiere. L'approccio all'autocostruzione obbliga gli operatori del processo edilizio ad assumere un punto di vista non convenzionale nelle prassi e nei comportamenti, ed a pensare e lavorare in maniera integrata per perseguire gli obiettivi comuni. L'autocostruzione apre necessariamente spazi nuovi e diversi, maturando modelli, ruoli e figure professionali che richiedono competenze certamente differenziate, ma al contempo ampie e con una estesa conoscenza di base: in autocostruzione si ha la presenza di soggetti non professionisti (in ambito edilizio) e questo elemento introduce notevoli fattori di delega e la forte necessità di coordinazione. è opportuno sottolineare che l'organizzazione del processo edile rappresenta un quadro di riferimento di carattere metodologico e procedurale: a questo quadro vanno riferite le diverse modalità applicative del processo, ognuna delle quali, pur rispettando regole di carattere generale, esprime una situazione contestuale ben precisa e, per vari aspetti, unica e irripetibile. In altri termini il quadro di riferimento di seguito esposto può essere considerato il risultato di un'analisi volta ad individuare i più idonei "programmi operativi", tra i tanti nei quali si possono rappresentare le diverse applicazioni del processo edilizio in autocostruzione. Per avere un'idea di come si articola un progetto di autocostruzione associata ed assistita è necessaria una rapida sintesi delle fasi di realizzazione del processo, segnalando il tipo di risorse tecnico-gestionali e le interazioni necessarie ad attivarne le singole operazioni.
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ZAPPING, in collaborazione con UNI
Intervento delle Commissioni UNI nell'esame dei Regolamenti Tecnici Sincert


I documenti "RT" (Regolamenti Tecnici) elaborati dal Sincert definiscono, in linea generale, le prescrizioni per l'accreditamento degli Organismi di Certificazione (OdC) operanti la certificazione di prodotti, processi, sistemi, persone, ecc. a fronte di requisiti normativi specificati. Inizialmente, detti Regolamenti sono nati per definire le modalità operative che le norme ISO sui sistemi di gestione, essendo a carattere generale per tutti i settori e tutte le dimensioni aziendali, non possono definire nel dettaglio. Sono state le stesse parti interessate a richiedere una maggiore garanzia di omogeneità di applicazione delle norme da parte degli OdC accreditati. Nello spirito di uniformare i comportamenti, sono stati quindi creati gli RT quali documenti contrattuali tra Sincert e gli OdC e, a cascata, tra gli OdC e le aziende certificate. In linea generale, i requisiti normativi applicabili alle organizzazioni che richiedono la certificazione sono definiti in apposite norme UNI (per esempio UNI EN ISO 9001 o UNI EN ISO 14001), mentre le regole generali per l'accreditamento degli OdC sono definite nella serie di norme UNI sulla valutazione della conformità (serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000 di provenienza ISO/CASCO e recepite attraverso le attività della Commissione UNI CEI "Valutazione della conformità"). I documenti RT del Sincert si configurano quindi come documenti intermedi tra le norme specifiche per le organizzazioni (per esempio la ISO 9001) e le norme generali per l'accreditamento degli OdC (per esempio la ISO/IEC 17021), e per questo motivo forniscono linee guida specifiche per l'applicazione della prima tipologia di norme alle organizzazioni. Recentemente sono stati sviluppati da Sincert anche alcuni RT al fine di fornire criteri applicativi di norme UNI nazionali. Nel corso del 2007, la Commissione Centrale Tecnica ha esaminato il rapporto tra norme UNI e Regolamenti Sincert ed ha deciso di fare studiare alle Commissioni Tecniche di competenza i contenuti degli RT con l'obiettivo di individuare spunti utili per lo svolgimento di un'attività normativa UNI. La tematica è stata poi oggetto del Protocollo d'intesa tra UNI e SINCERT, siglato alla fine del 2007. Sono state quindi incaricate le Commissioni Tecniche "Agroalimentare", "Ambiente", "Gestione per la qualità e tecniche di supporto", "Servizi", "Sicurezza" e "Valutazione della conformità" di avviare un'apposita attività normativa conseguente all'esame dei documenti RT Sincert, organizzando tale lavoro nell'ambito di Gruppi di lavoro nei quali assicurare la presenza del Sincert tra le parti interessate. Per favorire un corretto coordinamento tra le attività dei singoli Gruppi di lavoro competenti, è stata organizzata una riunione di indirizzo e confronto per formulare un programma di lavoro che consentisse di fornire una chiara linea di intervento ai Gruppi di lavoro che entreranno nel merito dei contenuti dei singoli documenti RT Sincert. Nel corso della riunione del 5 marzo scorso, la Commissione Centrale Tecnica ha approvato il seguente programma d'intervento: 1. Analisi in dettaglio dei documenti RT evidenziandone i contenuti potenzialmente normativi; 2. Verifica dello stato di aggiornamento di tali contenuti; 3. Analisi di eventuali nuove esigenze del mercato da tener presente; 4. Confronto con la eventuale documentazione UNI già prodotta sull'argomento. A tal fine sono stati costituiti 3 nuovi Gruppi di lavoro ad hoc misti, a cui parteciperanni rappresentanti del Sincert e della Commissione UNI-CEI "Valutazione della conformità"
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Incremento per la fiera Solarexpo&Greenbuilding
La kermesse dedicata alle energie rinnovabili e all'edilizia sostenibile ha chiuso i battenti registrando una crescita di visitatori pari al 37% rispetto al 2007

Si chiude con successo la nona edizione di "Solarexpo & Greenbuilding", la fiera dedicata alle energie rinnovabili e architettura sostenibile, che si è tenuta a Verona dal 15 al 17 maggio 2008, registrando oltre 55.000 visitatori con una crescita superiore al 37% rispetto all'edizione 2007. L'incremento della kermesse ha interessato anche il numero di espositori (900 tra diretti e rappresentati), per superficie espositiva (57.000 m2), per partecipazione alla sezione convegnistica (almeno 7.000 persone nei 45 appuntamenti), oltre che di visitatori, per la quasi totalità professionisti ed operatori, è un segnale di come queste tecnologie stiano consolidando la loro posizione sul mercato italiano e siano pronte per un ulteriore sviluppo. Grande successo per lo showroom "Illuminazioni" all'interno di Greenbuilding: ascensori ad alta efficienza, vetri con pellicole elettropilotate che si opacizzano a comando, pigmenti inorganici per la riflessione delle radiazioni da raggi solari infrarossi nocivi. Fra gli eventi di rilievo quello organizzato dal Gruppo di Lavoro "Fonti Rinnovabili del Kyoto Club".
Certificazione Energetica: FAQ - ESEMPI PRATICI
Progettazione e detrazioni fiscali

a cura di Claudio Spada


La progettazione di un semplice edificio comporta la necessaria mediazione tra varie discipline, con diverse figure professionali che devono cooperare nel rispetto di normative che si intersecano a volte in modo quasi inestricabile. Tra queste ultime è ormai (buona) consuetudine prestare particolare attenzione alle prescrizioni da normativa in ambito di progettazione impiantistica e prestazioni dell'involucro edilizio. A volte non è dato sapere se questa attenzione sia finalizzata alla creazione di un sistema edificio-impianto efficiente e biocompatibile o semplicemente sia una brutale applicazione delle prescrizione per sottostare ai limiti imposti. Ma, in entrambi i casi, i progettisti sono ormai costretti a trattare il tema del risparmio energetico con estrema attenzione, soprattutto in considerazione della poca chiarezza generata dallo stratificarsi di norme e decreti nel corso degli anni. A partire dalla legge n.10/1991 fino al recente decreto legislativo n. 311/2006 la normativa ha fatto notevoli passi in avanti ma i dubbi interpretativi si sono di fatto moltiplicati. D'altra parte, le leggi finanziarie degli ultimi due anni hanno incentivato gli interventi di riqualificazione energetica sul patrimonio edilizio esistente, costringendo progettisti ed installatori ad operare su organismi edilizi di difficile lettura, in cui la tipologia d'intervento e le conseguenti prescrizioni spesso si intersecano e si sovrappongono. Particolarmente interessante una delle ultime uscite della casa editrice Legislazione Tecnica, ovvero "Certificazione Energetica: FAQ - Esempi Pratici" di Antonio Soragnese e Vincenzo Lattanzi. Gli autori sono stimati professionisti; il primo già autore di diversi volumi sulla progettazione impiantistica ed il secondo coordinatore di importanti gruppi di lavoro CTI e comitati impegnati nel recepimento della direttiva europea sull'efficienza energetica nell'edilizia. Il volume sfrutta un approccio originale ed interessante basato su di una sorta di "botta e risposta".
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